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Da qualche anno l’arte è diventata parte integrante del mondo del vino, traslando idee e tradizioni in un’ottica di innovazione e tecnologia. Qui il mercato è in continuo progresso e spinge il produttore verso una visione più attraente del prodotto che guidi le scelte d’acquisto del consumatore. Tra classicismo e innovazione, tendenze e unicità, il branding visivo del vino oggi si concentra sulla sua etichetta.

Una bottiglia di vino non è mai solo una bottiglia di vino

Questa non deve infatti semplicemente comunicare le informazioni fondamentali sul prodotto, ma anche essere in grado di incarnare l’identità di un marchio e differenziarsi dalla concorrenza. Il processo di digitalizzazione che stiamo vivendo oggi sta modificando il nostro cervello e di conseguenza il nostro comportamento, le nostre abitudini ed il nostro modo di pensare.

 

Perché è importante capire questo?

Perché anche il processo decisionale di acquisto sta cambiando. E di questo dobbiamo tenerne conto per continuare a rendere efficaci i nostri processi commerciali. Una ricerca della Nielsen Media Research, società americana di informazione, sostiene che il 70% dei consumatori davanti a una selezione di vini farà la sua scelta d’acquisto in base al packaging e al design della bottiglia.

E se fosse la cantina a stupire?

L’attenzione non è solo rivolta al design delle bottiglie, l’occhio ha la sua parte anche nella struttura della cantina stessa. L’importanza di un’architettura fuori dalle tradizionali logiche, con un design pensato e particolare, stimola una nuova nicchia di consumatori propensi ad acquistare non solo per la qualità del prodotto ma anche per l’atmosfera nel luogo in cui viene proposto l’acquisto.

Molti sono i produttori che hanno trasformato le loro cantine in biglietto da visita per turisti e consumatori, affidandosi ad architetti, interior designer, esperti di comunicazione e artisti. Alcuni esempi di “cantine scultura”, così chiamate per il loro particolare design, sono: la cantina Antinori nel Chianti Classico progettata dall’architetto Marco Casamonti e realizzata interamente con materiali naturali e la Tenuta Castelbuono progettata da Arnaldo Pomodoro a forma di carapace, un guscio in grado di racchiudere arte, natura e vino.

‍Ecco che la cantina non è più solo il luogo di produzione del vino ma è anche punto d’incontro tra consumatore e architettura in grado di attrarre persone e notorietà.

Non solo in cantina!

Dal 10 al 13 aprile c’è stato il Vinitaly a Verona, il salone internazionale del vino e dei distillati. Rispetto agli anni precedenti, molte cantine hanno puntato ad un design curato di padiglioni, bottiglie ed etichette portando la loro arte “fuori casa”. Tra le diverse aziende presenti, l’agenzia Mamma Mia, legata al Food & Beverage Marketing, ha individuato gli 8 migliori padiglioni che si sono distinti per il loro design e originalità.

 

Zonin 1821

Uno dei primi 5 produttori di vino in Italia, ZONIN 1821 distribuisce e commercializza vini fermi e spumanti con l’etichetta Zonin, nonché quelli delle nove Tenute di famiglia, nonchè la più grande azienda familiare italiana di Prosecco.

Un marchio storico, noto in particolar modo per il Prosecco, ma anche per vini fermi e spumanti prodotti nelle principali denominazioni di tutto il territorio del Triveneto a partire da varietali nazionali e internazionali.

Montelvini

Da oltre 140 anni la famiglia Serena si dedica alla produzione di vino con maestria e passione. Nel 1968 Armando Serena, avviando una produzione autonoma di vino a Venegazzù, una piccola frazione del Montello, diede vita ad una nuova cantina dallo stile unico, negli anni più importanti di crescita per la cultura vinicola internazionale.

L’anima di Montelvini è tradizionalista nei sistemi di produzione del suo vino e moderna nel suo modello di gestione aziendale, costantemente al passo coi tempi.
Oggi Armando Serena è affiancato dai figli Alberto, responsabile commerciale e marketing dell’azienda, e Sarah, direttore amministrativo e finanziario.

Cesari Vini

Fondata nel 1936, la Gerardo Cesari è divenuta presto sinonimo di vini veronesi nel mondo. Già all’inizio degli Anni Settanta, infatti, l’Amarone Cesari è fra i primi ad arrivare nei cinque continenti grazie alla passione e allo spirito d’iniziativa della famiglia Cesari, la cui visione originale è stata quella di voler produrre un grande Amarone che potesse competere con i migliori vini rossi sia italiani che internazionali. I vini Cesari iniziano così la storia di successo nel mondo.

Zenato

Una storia che dalle rive del Garda ha raggiunto le colline della vicina Valpolicella, dove dai soleggiati vigneti di Corvina e Rondinella a Costalunga, nel comune di Sant’Ambrogio, nascono i rossi dell’azienda conosciuti in tutto il mondo.‍

Casa Vinicola Canella

Conosciuta in tutto il mondo per il famoso Bellini Canella, icona dell’aperitivo veneziano in tutto il mondo da oltre 30 anni, che trasforma l’aperitivo in un momento speciale. Il nonno Luciano riconosce che, per rappresentare all’estero un aperitivo italiano così iconico, ha bisogno di riproporlo nel modo più fedele e vicino alla ricetta originale. Da qui, nasce l’idea di piantare il proprio pescheto a San Donà di Piave, da dove provengono una parte delle pesche bianche che tuttora vengono utilizzate per la preparazione dell’iconico Bellini.

Tedeschi Vini

La cantina Tedeschi è situata nel centro di Pedemonte, nel cuore della Valpolicella Classica. Negli anni ha rinnovato e ampliato la zona di vinificazione per ottimizzare le attività di fermentazione nel periodo di vendemmia, in virtù di un’accurata selezione delle varietà d’uva nei diversi appezzamenti. E’ riuscita anche ad ampliare la cantina di affinamento per assicurare il giusto periodo di maturazione dei vini, facendoli maturare in botti di rovere di Slavonia.

Cavazza

La storia di Cavazza inizia da una casa. Quella che Giovanni Cavazza acquista assieme al vigneto della Bocara dopo essersi trasferito da Montecchia di Crosara, in provincia di Verona, alla vicentina Selva di Montebello. Nel 1928 Giovanni ha più di cinquant’anni, trascorsi tutti tra le amate vigne di cui si occupa fin da bambino assieme ai fratelli. Nasce così “Cavazza”, nascono così le storie di vigna. Storie che raccontiamo ogni giorno con autentica passione, nell’antica casa di Selva che oggi è sede e cuore dell’azienda. Storie che costituiscono parte integrante dei loro vini: chi li sceglie, gusta con loro decenni di vita, speranze, sogni e scommesse vinte.

Ca’ dei Frati

L’azienda Ca’ dei Frati è nota sin dal 1782 come attesta un documento che riferisce “di una casa con cantina sita in Lugana nel tener di Sermion detta il luogo dei Frati”. Dopo trent’anni di lavoro in vigna e in cantina, nel 1969, il figlio Pietro partecipa alla nascita della Doc iniziando a imbottigliare la sua prima etichetta di Lugana Casa dei Frati, successivamente detta Ca’ dei Frati.

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